Tarcisio Stramare
Vangelo dei misteri della vita nascosta di Gesù
(Matteo e Luca I-II)


Collana: Bibbia e Oriente - Supplementa
form. cm 17,5 x 24,5 - pp. 320
Anno di pubblicazione: 1998
ISBN 978-88-7506-171-5
Prezzo: euro 22,00
Disponibilità: Disponibile

«Non intendo affatto presentare questo studio, scrivendo “la mia vita”, sulla scia dei settantenni di riguardo; ritengo, tuttavia, che alcuni riferimenti personali siano utili al lettore per comprendere meglio la natura di questo libro, che entra direttamente in medias res con una scelta ermeneutica ben precisa, orientata verso “i misteri della vita di Cristo”.
Se questi sono stati l'oggetto della predicazione degli apostoli, come non sottolinearne il contenuto nei vangeli, che sono la testimonianza della loro predicazione? Di qui l'incitamento ad esaminare sotto questo essenziale aspetto i racconti evangelici dell'infanzia e della vita nascosta di Gesù.
Il mio interesse scientifico per questi racconti risale all'inizio dei miei studi presso il Pontificio Istituto Biblico, dove lo stimato p. Max Zerwick aveva scelto come tema del suo corso di esegesi del N.T. proprio Luca I-II. Il passaggio a Matteo I-II avvenne solo più tardi, occasionato e richiesto da una conoscenza più approfondita della figura e della missione di san Giuseppe, chiave della Cristologia e, tuttavia, grande assente nei trattati teologici. Basti dire che, nonostante due trienni di frequenza presso la Pontificia Università Gregoriana e il Biblico per la Licenza e il Dottorato, è stato solo un provvidenziale contatto con i Centri di Studio su san Giuseppe di Valladolid e di Montréal e con le loro prestigiose riviste Estudios Josefinos e Cahiers de Joséphologie, difficilmente presenti nelle nostre biblioteche, a farmi scoprire l'importanza del ruolo di san Giuseppe ai fini dell'incarnazione.
A questa luce e con l'aiuto degli strumenti dell'esegesi ho potuto “rivisitare” gli stessi testi evangelici, rileggendoli come “misteri della vita di Cristo”, nei quali e dei quali san Giuseppe è stato appunto il “ministro”. È la stessa linea seguita dall'Esortazione apostolica Redemptoris custos (= RC) di Giovanni Paolo II (15 agosto 1989).
Qualsiasi tentativo di fare entrare questa ermeneutica nelle consuete classificazione in uso presso quei “recensori”, che sembrano conoscere solo la distinzione tra “conservatori” e “progressisti”, non ha senso.
Senza ignorare né l'una né l'altra posizione, da entrambe ho colto quanto in sintonia con l'orientamento prescelto, ma attento solo alla solidità delle argomentazioni. Diffidando di quelle definite “profonde”, perché molto spesso sono solamente oscure, con A. Ory preferisco il “test di ragionevolezza”. Non deve essere un caso che sia stato proprio un olandese a proporre questo test, dopo i virtuosismi teologici, largamente condivisi, del Catechismo olandese. È la vendetta della storia.
Riguardo agli argomenti, ho sviluppato soprattutto Matteo I-II, ritenendo Luca I-II già sufficientemente studiato. Con l'attenzione sempre rivolta ai misteri della vita di Cristo, ho evidenziato, tuttavia, in Luca i misteri della presentazione di Gesù al tempio, della circoncisione, del nome di Gesù e quello meno noto dell'iscrizione del Bambino all'anagrafe. In Matteo lo studio si è fatto puntiglioso per quanto riguarda il mistero dell'incarnazione, comune anche a Luca, ma visto da Matteo soprattutto in relazione al titolo di “Cristo”, compromesso dal concepimento verginale; ciò spiega il largo spazio concesso alla genealogia e al racconto della vocazione di Giuseppe. Una particolare attenzione è stata prestata ai misteri salvifici presenti nella visita dei magi, nel ritorno di Gesù dall'Egitto e nella sua dimora a Nazaret.
L'analisi dei fatti, nei quali è contenuto il mistero, evidenzia da sola quanta parte dei compiti verso Gesù - sociali, cultuali ed educativi - attribuiti normalmente a Maria, siano stati assolti, invece, da Giuseppe, perché naturalmente connessi al suo stato di sposo e di padre. Impossibile, dunque, sostenere quanto qualcuno ha scritto, che “la persona di Giuseppe non ha nessun rilievo nel racconto evangelico e quindi nessuna relazione con Gesù”.
Nella storia della salvezza san Giuseppe ha avuto la sua parte di “minister salutis”;
ha adempiuto perfettamente la sua parte, come la chiesa apostolica gli ha riconosciuto;
non può essere messo da parte, come la trattazione teologica continua a fare.
I racconti evangelici dell'infanzia e della vita nascosta di Gesù ne hanno giustamente conservato e tramandato il ricordo, perché il mistero in essi contenuto aveva avuto bisogno per realizzarsi della sua “obbedienza”».
(Dalla presentazione al libro)

“È uno studio che può segnare un’epoca esegetica”
Juan Equerda Bifet, La Santa Crociata

“El P. Stramare es muy conocido por sus aportaciones exegético-bíblicas en torno a la persona de san José en simposios josefinos y en revistas especializadas, que ahora recoge y completa en esta magnífica obra”
Román Llamas, Estudios Josefinos

“La lettura del volume arricchisce i lettori, anche esperti, a cui è destinato”
Francesco Uricchio, Miscellanea Francescana

“Un notevole contributo all’approfondimento della vita nascosta di Gesù e dell’Evangelo che la narra”
Brunero Gherardini, Divinitas

“Sono riconoscente a Stramare per il suo lavoro serio e meticoloso, con il quale ha riaperto una miniera d’oro da anni abbandonata con la motivazione che non c’era più nulla da estrarre. Egli ha scoperto un nuovo filone aurifero, valorizzando il passato e facendogli passare sopra il soffio della novità teologica ed esegetica. Quindi non solo esegesi, ma anche tanta teologia biblica, in una fruttuosa unità. Senza nulla togliere al dato storico, ha aiutato a percepirlo nella sua unità che risponde al piano di Dio e al mistero di Cristo”
Mauro Orsatti, Rivista Biblica

TARCISIO STRAMARE, O.S.J., è docente di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università Urbaniana e presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”, Socio Ordinario della Pontificia Accademia Teologica Romana, Incaricato dalla Santa Sede per le edizioni della “Nova Vulgata” e Direttore del Movimento Giuseppino.

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