Gianluigi Valotti
Solferino 1859. I feriti francesi ricoverati a Manerbio

Collana: La Nostra Terra Arte, Storia, Uomini, Paesi
form. cm 21 x 30 - pp. 104
Anno di pubblicazione: 2014
ISBN 978-88-7506-220-0
Prezzo: euro 30,00
Disponibilità: Disponibile

Solferino, 24 giugno 1859. L’esercito francese e l’esercito austriaco si fronteggiano sin dalle prime ore del mattino in incessanti e cruenti combattimenti. All’alba del giorno successivo, sui campi di battaglia di Solferino e S. Martino giacciono più di quattromila morti, e più di ventitremila feriti che attendono assistenza. Alle notizie delle vittorie, giungono alle popolazioni dei paesi viciniori le voci strazianti dei feriti. Di fronte a tale immane tragedia anche il cuore di Manerbio si apre: chiese, case private, il Ricovero e l’Ospedale sono messi a disposizione per la cura dei soldati.
La riproduzione in anastatica del registro dei militari francesi feriti nella battaglia di Solferino e ricoverati all’Ospedale di Manerbio e di alcune lettere ed ordinanze della Regia Commissaria Distrettuale di Leno, insieme a diversi altri dispacci, scoperti dall’autore tra le carte di un collezionista, ci offrono oggi per la prima volta, attraverso questo libro, il frammento di un affresco in cui la storia dell’Unità d’Italia si fa luogo e cuore della nostra terra attraverso pagine ingiallite con grafie vergate dall’inchiostro del dolore e dell’incertezza per la vita.

GIANLUIGI VALOTTI nasce a Paderno Franciacorta l’11.2.1958. Dal 1976 collabora nell’oratorio con la catechesi. Ha avuto anche un’esperienza come commissario nelle politiche sociali del Comune di Paderno Franciacorta per 24 anni. Da alcuni anni collabora con il Gruppo Raphael di Clusane.
Le ragioni per cui è stato scritto questo libro hanno le radici negli anni ’80 quando diventò collaboratore di varie gallerie specializzate in dipinti dell’800 e ’900 bresciano e nazionale.
Fondamentale fu l’incontro con Don Nicola Capone, pittore e restauratore di libri antichi all’Abbazia di Rodengo, che lo introdusse alla conoscenza dei libri antichi e delle incisioni dal 1500 ai giorni nostri. Depositò così nella biblioteca dell’abbazia di Rodengo, con grande orgoglio, 30 pergamene del 1400 bresciano. Un altro capitolo della sua vita lo scrive attraverso la partecipazione ad aste internazionali dedicate a dipinti dell’800 (Christie’s a Roma e Finarte a Milano).
L’ultima esperienza fondamentale l’ha avuta in un confronto internazionale nel museo Segantini a Sankt Moritz insieme a Dora Lardelli e al comitato Segantini.
Per i tipi della Casa Editrice Sardini ha pubblicato “L’acqua a Paderno e nella Franciacorta” (2013).

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