Francesco Piselli
Da che sapendo di non più tornare. Ultime poesie

Collana: Francesco Piselli - Pagine
form. cm 17 x 24 - pp. 60
Anno di pubblicazione: 2016
ISBN 978-88-7506-228-6
Prezzo: euro 25,00
Disponibilità: Disponibile

Come il remo di Ulisse, conficcato in terra e fatto quercia, queste rime estreme suggellano il “Viaggio alle isole” di un uomo. Consegnate ad una cartella e ad un blog, le “Ultime poesie” narrano un viaggio che s’inoltra nel profondo dell’abisso individuale e collettivo. Ritmi multipli si intrecciano nella “varietas” dell’aforisma, della ballata dal sapore brechtiano, del “lusus”. Il lessico, impreziosito di arcaismi e citazioni, contamina timbri della lingua con durezze lombarde o teutoniche, e con inserti inglesi, francesi, latini. La sperimentazione stilistica è la forma del vagare esistenziale; quest’ultimo non è cieco, ma ha direzione, perché è “descensio” nell’abisso ed è tensione verso l’alto: verso uno Yavhé che di noi predatori, carnivori, egoisti, inumani è molto stanco.

FRANCESCO PISELLI dopo il compimento degli studi classici consegue la laurea in Chimica Industriale presso l’università di Napoli. Si occupa poi di chimica dei silicati e di chimica tessile e tintoria, passando dall’impiego privato all’insegnamento medio superiore.
Consegue la laurea in Filosofia presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una dissertazione sull’estetica di Stéphane Mallarmé. Prestando servizio nella stessa Università come assistente di Elisa Oberti e Gustavo Bontadini, tiene seminari di filosofia, cosmologia, estetica.
Nell’anno accademico 1972-1973 è professore incaricato di Storia della Filosofia (moderna) presso l’università Cattolica di Milano. Passa, quindi, all’insegnamento di Storia della Scienza, da lui fondato nella stessa università. Dal 1976 insegna, senza interruzione, Estetica. Entrato in ruolo come professore associato nell’università Cattolica, diviene poi professore ordinario nell’università di Salerno e, successivamente, di Parma.
Lasciato l’insegnamento universitario per volontarie dimissioni nel 1997, agisce ora come libero studioso.
I suoi contributi, sostenuti da una vasta formazione interdisciplinare, ispirati da una metafisica positiva dell’Essere, originali e spesso primi nel loro genere, hanno impresso significativi effetti sull’orientamento e sul progresso dell’estetica italiana.

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