Arturo Benedetti Michelangeli nei ricordi di un'allieva

Illuminanti istantanee

 

A tre anni dalla scomparsa di Arturo Benedetti Michelangeli esce un prezioso ed affettuoso volume che ci restituisce con tenera discrezione alcuni aspetti illuminati dell'uomo e del musicista. Ad ogni pagina un ricordo, un'immagine, una riflessione. Sono quadretti, istantanee, ritratti sempre vivi e personali. Lascio che il caso mi guidi e leggo alcune righe: "Adolescente, Michelangeli dava lezione ad un'allieva del padre (...) era un ragazzo allampanato; ai piedi un paio di scarpe da ginnastica senza lacci. Riluttante. l'allieva si mette al pianoforte e comincia la Patetica. il ragazzo la ascolta fino in fondo, muto, a braccia conserte (...), poi con delicato colpo di gomito la toglie dalla tastiera e gliela fa risentire tutta, da cima a

fondo. Strabiliata, lei torna a casa dicendo che ha sentito un grande pianista". Avanzo di trenta pagine e trovo il gustoso aneddoto di un Michelangeli invitato a cena da una facoltosa famiglia, bella casa e bel giardino: "Maestro, chiese il capofamiglia con aria innocente &endash; ma lü él Maester de chi? De fisarmonica o de viulì? Seguì una pausa pericolosa, e temporalesca: Michelangeli alzò la testa lento, gli chiese in che anno era nato, lo prese per il braccio e lo portò allo Steinway Gli suonò delle canzonette della sua epoca, mentre la giovane nuora tremava; passò poi a Chopin, Liszt e Beethoven. (...). Poi lasciò cadere un pugno sulla tastiera: 'Ecco quello che so fare io', concluse".

Questo libro è scritto a quattro mani. Clara Martinengo Villagana &endash; l'allieva &endash; rievoca, rimembra, ricerca le istantanee impaginate nell'album della memoria. Stefania Monti &endash; suora di clausura ed ebraista &endash; riordina, riflette, rinsalda il filo tra l'alfa e l'omega.

Mi piace citare. Smetto di aprire le pagine a caso e riporto un passo che ho avuto la cura di trascrivere: "Spesso ospite d'altri, al Maestro piaceva ricevere ospiti, cucinare e provvedere alle persone. Solo chi sa accogliere sa vivere accolto in casa d'altri. Riconosce in loro l'ospitalità che egli stesso sa praticare".

In tutte queste annotazioni compare sì il tocco di colore, la notizia curiosa, l'episodio appetitoso, ma anche e soprattutto un senso di calorosa umanità, di esperienza, di saggezza. Ha ragione Ottavio de Carli quando nella sua interessante e articolata postfazione osserva come in questo libro di Clara Martinengo e di suor Stefania, in questa narrazione "sospesa tra il detto e il non detto", volutamente scevra di tecnicismi, vi sia in realtà un'eloquenza assai più vitale di tanti studi critici e musicologici, che spesso tradiscono, anziché svelare, la geniale e insondabile compostezza del Maestro.

Marco Bizzarini

Il libro: Clara Martinengo Villagana - Stefania Monti, Arturo Benedetti Michelangeli. Genio e Compostezza, Sardini, Bornato in Franciacorta, 1998

 

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